Pelagie conoscerle e proteggerle
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foto-1Il progetto ha avuto inizio con un azione di comunicazione, che aveva come obiettivo la conoscenza, la visibilità e la promozione dello stesso progetto (prima fase). Si è infatti proceduti alla divulgazione attraverso comunicati stampa, affissioni murarie, distribuzione di materiale informativo. Sempre nell’ambito dell’azione di comunicazione, il via  ufficiale è stato dato con una conferenza stampa che si è svolta sabato 21 gennaio, presso l’Aula Magna dell’Istituto foto - 1-2Pirandello, e alla quale hanno preso parte, oltre ai promotori e partner del progetto, anche alcuni esponenti del mondo politico e culturale del territorio.

Oltre ad essere presenti diversi genitori e studenti, alla conferenza hanno assistito il personale dei Vigili del Fuoco, il comandante della Guardia Costiera di Lampedusa e altro personale, il Comandante della Guardia di Finanza della Brigata di Lampedusa e altro personale, il personale dell’Aereonautica Militare, nonché professori ed insegnanti dell’Istituto Pirandello ed alcuni rappresentanti di associazioni e movimenti locali.

Dopo questa fase di “visibilità e promozione”, le attività progettuali sono continuate con gli “interventi nelle classi scolastiche” (seconda fase) al fine di fornire agli studenti gli strumenti per conoscere e approfondire la realtà territoriale.

Gli interventi si sono svolti dividendo gli studenti in gruppi secondo l’ordine e il grado. Le attività hanno avuto inizio nella scuola primaria, partendo dalle prime classi, ed in particolare gli interventi si sono susseguiti a gruppi di due classi alla volta. Dopodiché si è passati alla scuola secondaria di primo grado dove è stato fatto un intervento per ogni ordine.

Gli interventi nelle classi sono iniziati con dei momenti di familiarizzazione e socializzazione che hanno permesso la conoscenza reciproca dei ragazzi e l'interazione con gli insegnanti e con gli educatori di Alternativa Giovani.

foto-2foto-3Questi “momenti” risultano degli strumenti essenziali per una prima verifica del livello di conoscenza, di coesione del gruppo e per il rilevamento delle diversità esistenti nello stesso.

A sostegno dell’approfondimento teorico è stata consegnata a tutti gli studenti, una guida didattica appositamente realizzata sui temi trattati, dal titolo “Alla scoperta delle Pelagie”.

Inoltre per facilitare l’apprendimento ed un maggiore coinvolgimento dei destinatari, gli interventi  sono stati accompagnati dall’utilizzo di video e diapositive,  e dall’esposizione di reperti ed elementi del territorio, come ad esempio pezzi di roccia/sassi dell’isola di Lampedusa e dell’isola di Linosa, al fine di effettuare un confronto sulla diversità dei due territori (specie per quanto riguarda la connotazione del terreno, calcareo per Lampedusa e vulcanico per Linosa), nonostante le isole siano un unico Comune e distano pochi chilometri.

foto-5foto-4Il progetto è andato avanti con la terza fase, ossia “raccolta informazioni e riconoscimento delle diversità”, ossia dei veri e propri laboratori di dimostrazione e applicativi, iniziati subito dopo la fase “teorica”. Sono stati realizzati in totale 6 laboratori, di cui 4 per la scuola elementare e 2 per la scuola media.

Il primo laboratorio realizzato ha coinvolto gli studenti della scuola primaria (classi III – IV – V per un totale di circa 120 studenti), ed ha avuto come tema l’aspetto storico delle isole Pelagie.

foto-6Difatti gli studenti hanno visitato il museo sulla storia di Lampedusa (chiuso da anni per mancanza di fondi e di personale), dove oltre ad esserci un’esposizione di foto, dati e documenti sulla storia delle isole Pelagie, da qualche mese è presente l’importante statua marmorea acefala di Atena. Rinvenuta proprio sull'isola nell'800, l'opera greca era stata venduta nel 1963. 

Acquisita dalla Regione siciliana nel 1988, era rimasta conservata nei depositi della soprintendenza di Agrigento. Dopo un lavoro di ripulitura, a cura del laboratorio di restauro del Polo didattico di Agrigento dell'Università di Palermo, la statua, da settembre 2010, è tornata a Lampedusa.

foto-7All’incontro con gli studenti, oltre ad essere presente il formatore di Alternativa Giovani, era presente il direttore del Museo, lo storico dell’isola prof. Giovanni Fragapane.

La raccolta di informazioni è proseguita con un altro laboratorio ambientale/storico che si è svolto nel vallone di Cala Madonna, all’interno del quale è presente il Santuario della protettrice dell’Isola, SS. Maria di Porto Salvo.

foto-8Anche a questo laboratorio hanno partecipato gli studenti della scuola primaria (classi III – IV – V per un totale di circa 120 studenti). In questa occasione – oltre alla visita del santuario e delle grotte ivi presenti - sono state ripercorse le principali tappe storiche dell’isola - con particolare riferimento alla storia del Santuario - e con l’ausilio di mappe cognitive e di rappresentazioni sceniche/teatrali.

Inoltre sono state date nozioni sugli aspetti ambientali, attraverso l’osservazione delle specie faunistiche e floristiche presenti nella zona.

Un altro laboratorio è stato realizzato per la riscoperta e la valorizzazione delle arti e dei mestieri antichi.

foto-9Esso si è svolto sulla suggestiva spiaggia di Cala Palme, luogo dove anni addietro sostavano i cosiddetti “saccalleva”. Gli studenti della scuola primaria (IV – V per un totale di circa 60 studenti) hanno potuto assistere ad alcune dimostrazioni, in particolare a quella sulla lavorazione delle spugne, di un mastro d’ascia, sull’uso della bussola e sulla realizzazione di nodi marinari.

A seguire è stata la volta degli studenti della scuola secondaria di primo grado con due distinti laboratori incentrati sull’ambiente e sulla storia: nel primo sono stati  visitati il vallone della forbice e cala pulcino, luoghi che si trovano all’interno della riserva naturale orientata “Isola di Lampedusa” gestita da Legambiente.

foto-10Nell’occasione è stato percorso – attraverso un’escursione a piedi – tutto il sentiero didattico creato dall’ente gestore della riserva. A questo laboratorio hanno partecipato circa 40 studenti.

Con l’altro laboratorio, invece, è stato visitato uno dei luoghi più affascinanti di Lampedusa, il dammuso denominato “Casa Teresa”, ossia un sito di notevole interesse monumentale ed etno-antropologico, nonché luogo di storia ed identità culturale. 


foto-11Costruito intorno al 1870 risulta tra i più rilevanti ed articolati dell'isola per dimensione e tipologia, costituendo una notevole testimonianza di integrazione con il paesaggio circostante. A questo laboratorio hanno partecipato circa 50 studenti.

Questa fase di “raccolta di informazioni” si è conclusa con un laboratorio per gli studenti della scuola primaria (classi I – II per un totale di circa 100 studenti), che ha previsto innanzitutto la visita alla stazione ornitologica dell’Ispra, Istituto Statale incaricato dei rilevamenti faunistici, e della stazione di inanellamento diretta dal Prof. Bruno Massa dell’Università di Palermo, dove si eseguono - appunto - studi sulla fauna migratoria dell’isola.

foto-12I bambini hanno assistito al lavoro di ricerca svolto dagli esperti (misurazione dei volatili, pesatura, etc), e alla conseguente liberazione degli stessi animali.

Dopodichè ci si è recati in uno dei fortini presenti sull’isola, ossia delle strutture costruite in punti strategici dagli americani durante la seconda guerra mondiale – e tutt’ora quasi in ottime condizioni – che servivano a monitorare eventuali attacchi dei nemici sia dal mare che dal cielo.

foto-13Questo laboratorio si è concluso con la visita alla "Porta di Lampedusa - Porta d'Europa", monumento realizzato dall’artista Mimmo Paladino e dedicato ai migranti che giungono nell'isola alla ricerca di una nuova e più dignitosa esistenza.

La metodologia utilizzata per la terza fase è stata quella dell’apprendimento esperienziale: coinvolgendo ogni ragazzo/a, stimolandolo e guidandolo ad osservare, elaborare e dedurre, lasciando così sperimentare  le loro capacità individuali.

Dopodiché è iniziata la quarta fase del progetto, in contemporanea con la quinta, incentrata sulla  “sensibilizzazione del pubblico” mediante anche l’attuazione di “attività sul campo”.

foto-15La prima attività, svoltasi presso la villa comunale di Lampedusa, luogo poco curato e privo di colori, ha visto coinvolti circa 130 studenti della scuola primaria durante un’allegra giornata dedicata all’arte e alla creatività, nonché al ripristino di un “bene comune”.

Per quanto riguarda, invece, gli studenti della scuola secondaria di primo grado è stata organizzata una giornata ecologica, che ha previsto la pulizia di una spiaggia, anch’essa poco frequentata, poiché poco curata.

foto-16Circa 50 studenti più altre persone di passaggio si sono ritrovate nella spiaggia di Cala Spugne, raccogliendo oltre 30 sacchi industriali di spazzatura, in modo particolare bottiglie di plastica, ma anche pneumatici e rifiuti ingombranti abbandonati.

Un’altra attività - che ha messo insieme sia gli studenti della scuola primaria che quelli della secondaria di primo grado – è stata una gara di pesca sportiva che coinvolto anche diversi genitori.

Un modo per riscoprire e valorizzare un antico mestiere - oggi più che mai in disuso – e per conoscere più da vicino le specie animali che vivono nel nostro mare.

foto-17Con l’inizio del periodo estivo, le attività del progetto si sono spostate sulle spiagge di Lampedusa, con l’intento primario di sensibilizzare i numerosi turisti presenti sull’isola. Sono state organizzate, infatti, numerose iniziative dedicate principalmente all’educazione ambientale.

La giornata “tipo” aveva inizio con l’accoglienza degli studenti e dei bambini nell’area prescelta della spiaggia che, una volta delimitata, veniva adibita al gioco e trasformata in un piccolo laboratorio all’aperto.

Dopo una prima fase di presentazione, si dava inizio alla prima attività ludico-didattica, supportata da nozioni teoriche e realizzata mediante il gioco della scatola magica (contenente diversi oggetti legati al mare), che prevedeva la disposizione in cerchio dei bambini, allo scopo di facilitare un maggiore coinvolgimento e consentire ad ognuno di essi di diventare protagonista.

Successivamente, cercando di creare un filo conduttore fra le diverse fasi della giornata, è stata realizzata una seconda attività centrata su una metodologia di tipo esperienziale; e per far ciò, si è fatto riferimento al cosiddetto “gioco dell’oca” che, tuttavia, è stato adattato al contesto.


foto-18L’obiettivo di questa attività è stato quello di educare e rendere consapevoli i giovani cittadini, dell’importanza che le nostre azioni hanno sull'ambiente che ci circonda e nel quale viviamo, poiché il più delle volte i comportamenti scorretti nascono da una “ignoranza” rispetto agli effetti creati, che nel tempo possono determinare vere e proprie catastrofi. 


foto-18Alla fine del ciclo di queste attività si è passati alla fase pratica, dove i destinatari dovevano mettere in pratica quanto avevano discusso e imparato.

E così i partecipanti guidati dagli operatori, prima hanno praticato lo snorkeling per scoprire e vedere il mondo sottomarino, e poi si sono trasformati in dei veri e propri “spazzini del mare”, ed armati di retino hanno provveduto a ripulire la spiaggia ed il tratto del mare antistante la battigia da mozziconi di sigarette, carta, plastica, etc.

Tale attività ha avuto un impatto alquanto positivo anche sui bagnanti che in quella giornata si trovavano sul posto, alcuni dei quali si sono uniti all’opera di pulizia.

foto-19Altre 2 giornate, infine, sono state dedicate – nell’ambito di una campagna nazionale portata avanti dall’Associazione Marevivo - alla distribuzione di posaceneri tascabili e riutilizzabili, per sensibilizzare i bagnanti a tenere pulite le spiagge, ed in modo particolare a tenerle libere dai mozziconi di sigaretta che rappresentano il 40% dei rifiuti nel mar mediterraneo.

foto-20Si può senz’altro affermare che le “attività sul campo” hanno rappresentato la massima espressione di un processo di aggregazione e socializzazione, che nel contempo hanno permesso di sensibilizzare diverse persone.  

Per quanto riguarda infine la sesta fase, era prevista la divulgazione del progetto. Si è, infatti, proceduti in questa direzione, organizzando due workshop, rispettivamente il 22 e il 23 ottobre 2012, il primo dedicato prettamente a coloro che sono stati i beneficiari diretti del progetto, quindi studenti, docenti e personale scolastico, il secondo dedicato ai destinatari indiretti, per cui ai genitori e parenti dei rispettivi studenti.

In entrambe le occasioni è stata allestita una mostra composta da 9 pannelli, mostra che ha ripercorso tutte le attività realizzate durante il progetto.

foto-21Inoltre tutto il materiale esposto attraverso questi pannelli, è stato riportato su una brochure e distribuita a coloro che sono intervenuti, e su un apposito sito web - www.progettopelagie.it - che è stato presentato per l’occasione e rimarrà online per un anno.

foto-22Per quanto riguarda gli obiettivi generali, il progetto ha puntato molto sulla conoscenza, la  tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, naturalistico ed ambientale delle Pelagie, nella convinzione che essi rappresentano obiettivi strategici per l’affermazione di un positivo rapporto con il territorio  di appartenenza e, unitamente al rispetto delle tradizioni, della cultura, di un corretto uso delle risorse, possono tradursi  in ricchezza, in turismo culturale e sviluppo sostenibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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