foto-01Il progetto ha avuto inizio con un azione di comunicazione, che aveva come obiettivo la la visibilità e la promozione dello stesso progetto (prima fase).
Si è infatti proceduti alla divulgazione attraverso comunicati stampa, affissioni murarie, distribuzione di materiale informativo.
Sempre nell’ambito della prima fase, il via ufficiale è stato dato con una conferenza stampa – seguita da una tavola rotonda con i docenti - che si è svolta il 24 febbraio 2012, presso l’Aula Magna dell’Istituto Pirandello, e alla quale hanno preso parte, oltre ai promotori e partner del progetto, anche alcuni esponenti del mondo politico e culturale del territorio.

foto-02Dopo questa fase di “visibilità e promozione”, le attività progettuali sono continuate con gli “interventi specialistici nella scuola” (seconda fase) al fine di fornire agli studenti gli strumenti per conoscere e approfondire le problematiche legate alla raccolta differenziata dei rifiuti ed alla tutela del mare.
Gli interventi si sono svolti iniziando dalla “raccolta differenziata dei rifiuti”, area tematica che è stata seguita dal Dott. Bruno Scuto del Politecnico di Bari. A seguire è stata affrontata l’altra area tematica, ossia la “tutela del mare” che è stata seguita dalla Dott.ssa Lucia Vitale dell’Università La Sapienza di Roma. Le lezioni nella classi si sono svolte suddividendo gli studenti per grado.

foto-03Gli interventi nelle classi sono iniziati con dei momenti di familiarizzazione e socializzazione che hanno permesso la conoscenza reciproca dei ragazzi e l'interazione con gli insegnanti e con gli educatori/formatori di Alternativa Giovani.
Gli argomenti trattati nelle classi sono stati i seguenti. Per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti: il problema dei rifiuti in generale; l’aumento dei rifiuti; l’immondizia pericolosa; i rifiuti biodegradabili; le discariche; l’incenerimento dei rifiuti; il riciclaggio dei rifiuti.

foto-04Per quanto riguarda, invece, il mare: i pericoli del mare in generale; la fauna e la flora che vive nelle Isole Pelagie; il sistema delle aree marine protette in italia; l’Area marina protetta “Isole Pelagie”; regole da osservare per salvaguardare il mare.

Questa seconda fase si è conclusa con la consegna in tutte le classi dei cestini a forma di ovetto per la raccolta differenziata dei rifiuti, e con l’installazione nello spazio esterno dell’istituto di due compostiere.
La consegna dei predetti è stata accompagnata dalla distribuzione di locandine e brochure appositamente realizzate, dove vengono spiegate le corrette modalità di raccolta differenziata dei rifiuti.

foto-05Dopodiché è iniziata la terza fase inerente i “laboratori”. Anche qui le attività sono state separate per area tematica iniziando dalla raccolta differenziata dei rifiuti.

Il primo laboratorio realizzato ha riguardato la visita in discarica. Ai ragazzi è stata offerta l’opportunità di osservare la realtà territoriale di gestione dei rifiuti. In questo modo è stato possibile valutare le modalità di conferimento di rifiuti e il successivo processo di differenziazione all’interno di container da destinare agli impianti di trattamento. Successivamente i ragazzi hanno potuto osservare delle discariche abusive ubicate nella stessa area.

foto-06L’obiettivo del laboratorio è stato quello di far comprendere l’importanza del rifiuto, il valore che esso ricopre e le problematiche connesse ad un utilizzo irresponsabile e incivile dello stesso.
A seguire sono stati realizzati due laboratori sui processi di riciclaggio e riutilizzo.

L’ultimo laboratorio ha costituito la possibilità di individuare all’interno di un area dismessa e abbandonata della scuola, delle opportunità di valorizzazione ecocompatibile. I ragazzi hanno potuto mettere alla prova le personali capacità di problem solving e di attitudine al lavoro in team. Sono stati individuati piccoli gruppi e per ciascuno di essi è stato eletto un group leader. L’obiettivo è stato quello di inventare delle opportunità di riutilizzo e riciclaggio per garantire il soddisfacimento dei benefici psichici derivanti da qualunque area verde.

foto-07Le aree sono state opportunamente ripulite (differenziando i rifiuti) e preparate. Sono state create delle bordure per aiuole mediante l’utilizzo di vecchi pali della luce abbandonati e pitturati ed in seguito sono stati piantati alberi, siepi, rampicanti e piante da fiore.

foto-08Il giardino è stato concimato con compost ottenuto dal processo di biodegradazione della frazione umida in compostiera. Il laboratorio è stata la massima espressione di un processo di aggregazione e socializzazione.

Per quanto riguarda invece la tutela del mare, sono stati realizzati tre laboratori: il primo prevedeva l’osservazione dei cetacei nel loro habitat, infatti sono stati avvicinati non lontano dalle coste dell'isola a bordo di un gommone dell'Area Marina Protetta “Isole Pelagie”; a seguire è stato realizzato un laboratorio sulla spiaggia, trasformata in un’aula all’aperto; in conclusione la visita al Centro recupero e cura delle tartarughe marine del Wwf Italia.

foto-09La metodologia utilizzata per questi laboratori è stata quella dell’apprendimento esperienziale: coinvolgendo ogni ragazzo/a, stimolandolo e guidandolo ad osservare, elaborare e dedurre, lasciando così sperimentare le loro capacità individuali.

Le finalità di queste attività sono state:

foto-10• sensibilizzare i giovani nei confronti delle problematiche ambientali, facendogli percepire la bellezza ed il valore del loro territorio;

• avvicinare i giovani alla natura, aiutandoli a percepirla come un ambiente del quale tutti facciamo parte, oltre che un bene comune;

• stimolare il loro senso di appartenenza nei confronti dell’ambiente che li circonda ed il loro senso civico, facendoli sentire parte di una comunità che preserva e gestisce importanti risorse.

foto-11La quarta fase del progetto ha riguardato le cd. “attività sul campo”. La prima attività realizzata in questa fase è stata una campagna di educazione e sensibilizzazione dal nome “Porta la sporta”.

Difatti sono stati attivati – all’ingresso di supermercati - due punti di informazione e distribuzione di sacchetti di cotone.

foto-12La campagna mirava a dissuadere i clienti dei supermercati all’acquisto dei sacchetti, e nel contempo si faceva informazione sui problemi causati dalla plastica. Nella stessa occasione ai clienti veniva regalato un sacchetto di cotone da utilizzare per gli acquisti ed una brochure informativa.

A seguire è stata realizzata una giornata ecologica che ha previsto la pulizia di una spiaggia e di un tratto costiero. Circa un centinaio di studenti più altre persone di passaggio si sono ritrovate in zona “Cavallo Bianco”, raccogliendo circa 40 sacchi industriali di spazzatura, in modo particolare bottiglie di plastica, ma anche pneumatici e rifiuti ingombranti abbandonati.

foto-13Le attività di questa fase si sono concluse con l’organizzazione in spiaggia di punti didattici ed informativi. Qui si sono svolte attività di educazione ed animazione ambientale, supportati da speciali materiali come la “scatola del mare”, una piccola raccolta di reperti marini, che ha incuriosito ed illustrato alcuni aspetti del mondo acquatico.

Allo studio sul campo, che ha previsto la raccolta di reperti spiaggiati, osservazioni, esperimenti, ecc., si sono affiancate attività ludiche aventi per tema l’ambiente marino.

foto-14Le attività in spiaggia, dunque, hanno previsto la metodologia innovativa dell’educazione ambientale, privilegiando l’interazione con l’ambiente, il rapporto scuola-territorio, la centralità dell’esperienza, il gioco, il lavoro sul campo, la conoscenza come scoperta, l’apprendimento attivo, l’esplorazione attraverso i sensi.
L’ambiente è diventato un laboratorio sperimentale in cui apprendere conoscenze e concetti nuovi, sviluppare attività e atteggiamenti, promuovere valori e comportamenti.

I partecipanti alle attività si sono trasformati, inoltre, in dei veri e propri “spazzini del mare”, ed armati di retino hanno provveduto a ripulire la spiaggia ed il tratto di mare antistante la battigia da mozziconi di sigarette, carta, plastica, etc.

foto-15Si è passati, infine, alla quinta fase che ha previsto la divulgazione del progetto e dei risultati ottenuti, che è stata realizzata, appunto, attraverso la raccolta di tutto il materiale prodotto durante lo svolgimento dello stesso, materiale che è stato trasferito su pannelli espositivi.

foto-16Questi pannelli sono stati esposti al pubblico in una piazza importante dell’isola, creando un percorso itinerante ed una vera e propria mostra che è stata visitata da oltre 1000 persone in una sola sera.

Oltre ai pannelli sono stati esposti alcuni dei lavori realizzati durante le attività progettuali, come le fioriere create riutilizzando vecchi pneumatici, i cestini a forma di ovetto per la raccolta differenziata, la carta riciclata prodotta con carta da macero, etc.

È stato realizzato, ancora, un video contenente una raccolta fotografica di tutte le attività e le iniziative realizzate nell’ambito del progetto che è stato proiettato nel corso delal mostra

foto-17Rete.

Per quanto riguarda il contributo operativo dato dai partner, l’Istituto Onnicomprensivo Pirandello ha collaborato attivamente fino alla terza fase, e grazie alla partecipazione dei professori e di tutto il personale scolastico, si è potuto diffondere con più immediatezza il progetto educativo. Il corpo docente infatti si è reso sempre disponibile “a sacrificare” ore di lezioni, per dare spazio al progetto.

foto-18

Inoltre la collaborazione dell’ente ha permesso all’associazione promotrice di avere a disposizione gratuitamente locali dove poter svolgere alcune delle attività previste dal progetto.

Per quanto riguarda l’Area Marina Protetta “Isole Pelagie”, la collaborazione è iniziata con i laboratori riguardanti il mare, ed è proseguita con le attività sul campo.

L’ente, oltre a garantire la presenza del proprio personale, ha messo a disposizione sia mezzi, come i gommoni, che materiale didattico-scientifico.

 

 

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